Il Governo ha finalmente presentato al Parlamento il testo della Legge di Bilancio 2023.

Si ricorda che la legge deve essere approvata entro il 31 dicembre 2022 da parte dei due rami del Parlamento.

Se subirà variazioni o meno lo sapremo durante l’iter parlamentare.

Ecco gli aspetti principali contenuti nel testo:

ASSEGNO UNICO UNIVERSALE FIGLI E CONGEDI

Il Governo ha previsto delle modifiche alle maggiorazioni previste per l’assegno unico universale per i figli per il 2023.  Per il 2023 sarà maggiorato del 50% per il 1° anno, e di un ulteriore 50% per le famiglie composte da 3 o più figli. Nuove norme per i congedi parentali :  un mese in più facoltativo con retribuzione all’80%.

Oltre 10 milioni per i concorsi nel 2023 e 2024, 150 milioni per la valorizzazione del personale scolastico.

Nulla per i nuovi contratti.

La Legge di Bilancio 2023 mette in campo altri aiuti per il settore Istruzione.

Una tranche aggiuntiva, dopo lo stanziamento di 85,8 milioni per integrare il trattamento salariale ai docenti già da dicembre 2022-  Con ogni probabilità in Manovra, nella fase emendativa, saranno stanziati almeno 300 milioni di euro per i contratti con i docenti e per l’organico aggiuntivo (almeno si spera).

Per le scuole paritarie è previsto anche il ripristino del contributo (70 milioni di euro), mentre sono stati stanziati 24 milioni euro per il trasporto disabili.

Previsti anche fondi per la promozione STEM, ovvero l’apprendimento delle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche.

In queste ore, infine, il Ministero sta lavorando alle possibili misure per la riduzione del precariato per cui sarebbe necessario uno stanziamento pari a un miliardo di euro.

La legge di Bilancio e il documento PNRR prevedono nuove assunzioni entro il 2024.

Per l’esattezza sono richieste almeno 70.000 assunzioni nel comparto di scuola e università, ma solo una piccola percentuale di questi potranno essere “precari”.

Nella legge di Bilancio sono stati trovati 13 milioni di euro per bandire nuovi concorsi tra il 2023 e il 2024. Considerando la richiesta dell’Unione europea per l’assunzione di nuovi insegnati, e non dei precari storici, non sembrano però esserci i tempi tecnici.

Secondo il nuovo regime di reclutamento e formazione degli insegnanti i tempi sono piuttosto lunghi e, come ha fatto notare il ministro dell’Istruzione Valditara la scorsa settimana, non c’è il tempo di formare e abilitare i nuovi insegnanti secondo le richieste di Bruxelles.

Nuovi concorsi per la scuola sono quindi in programma, ma si tratta dei classici concorsi annuali e non di concorsi extra per l’assunzione di personale previsto nel PNRR.

I fondi ci sono, ma i candidati potrebbero mancare.

Al fine di favorire nel sistema integrato di educazione e di istruzione, il Ministero promuove specifiche iniziative di integrazione di attività, metodologie e contenuti, volti a sviluppare e rafforzare le competenze STEM, digitali e di innovazione.

Il Ministero istituisce fondo finalizzato alla valorizzazione del personale scolastico.

In particolare, con tale fondo si intendono sostenere azioni di orientamento, di inclusione e di contrasto alla dispersione scolastica.

Nel novero delle attività rientrano, altresì, le iniziative tese alla definizione della personalizzazione dei percorsi per gli studenti, nonché le attività realizzate in attuazione del PNRR

Nella Legge di Bilancio parla di un “emolumento accessorio una tantum” per oltre 3 milioni di lavoratori dello Stato e degli enti territoriali. Il testo spiega che per l’anno 2023, gli oneri posti a carico del bilancio statale per la contrattazione collettiva nazionale, sono aumentati di 1 miliardo da destinare all’erogazione, nel solo anno 2023, di un emolumento accessorio una tantum, da corrispondere per tredici mensilità.

Una cifra che permetterebbe un aumento di circa lo 1,5% delle retribuzioni. Pochi euro in più al mese in busta paga per dipendenti pubblici.

Nella Legge di Bilancio è previsto una norma sul dimensionamento scolastico con un taglio calcolato di sedi e organico che avranno effetto principalmente a partire dal 2024/2025.

La legge di bilancio sembra finalizzata molto semplicemente a ridurre il numero delle istituzioni scolastiche autonome che, di qui al 2031, dovrebbe passare dalle attuali 7.519 a 6.953. La relazione tecnica allegata al disegno di legge ci aiuta a comprendere meglio come avverrà questa operazione che dovrebbe consentire, a regime, un risparmio di poco inferiore ai 90 milioni di euro.

La legge prevede che le istituzioni scolastiche dovranno avere un numero medio di alunni compreso fra le 900 e le 1000 unità (è previsto il parametro 400/600 per le aree montane e le isole).